|
|
|
Paola
Parenti
Buonpernoi.it
"Facciamo la pace" hanno detto,
dicono e diranno tutti i bambini del
mondo, dopo un bisticcio.
Molto più difficile quando si
è adulti far prevalere le ragioni
della conciliazione su quelle della
rivalità. E forse la somma della
litigiosità quotidiana, dell'aggressione
continua, del livore e del rancore crescente
in ognuno di noi, si manifesta nel mondo
attuale che non trova pace, e sembra
quasi non volerla nemmeno cercare.
"Facciamo la pace" è
una esortazione ad agire perché
- se è vero che un valore astratto
accompagnato da una emozione e ancor
più da un gesto diventa concreto
per ognuno di noi - soltanto così
acquisiremo consapevolezza dell'impegno
e della volontà necessarie per
vivere veramente in un mondo di pace.
"Facciamo la pace" sarà
l'invito, la mano tesa verso una persona
con la quale abbiamo litigato.
Un tentativo di riconciliazione da raccontare,
da condividere con gli altri, un modo
per manifestare una buona intenzione
e forse anche per vedere sotto luce
e dimensione diverse un fatto, un evento
doloroso del passato. Un perdonarsi
reciproco, una voglia di ricominciare
da proiettare dal privato di ognuno
di noi verso una dimensione pubblica
come contributo da sommare a tanti per
un risultato di pace.
Una pace intesa quindi come valore assoluto
da difendere e perseguire, ma anche
una pace intesa come risultato della
relazione, anche quotidiana, tra le
persone di ogni età e latitudine.
Paola Parenti
(Buonpernoi.it) |
|
|
Promemoria
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da far di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.
Gianni Rodari (1920 - 1980) |
|
|
|
Roberto
Salvan
Unicef
"Facciamo la pace" è
la frase che i bambini si rivolgono
dopo qualche piccolo bisticcio e che
UNICEF e Buonpernoi.it hanno scelto
come emblema di un'iniziativa volta
a dimostrare che anche piccoli episodi
di riconciliazione personale possono
contribuire concretamente a diffondere
una cultura di pace. "Facciamo
la pace" è quindi un'esortazione
ad agire, è un appello perché
ognuno di noi si impegni attivamente
a favore della pace, prendendo l'iniziativa
per un tentativo di riconciliazione
da raccontare e da condividere con
gli altri.
L'UNICEF crede che l'impegno personale
sia fondamentale, perché attraverso
piccoli gesti di riconciliazione è
possibile acquisire la coscienza dell'impegno
e della volontà necessari a
costruire, a livello globale, un mondo
di pace.
L'UNICEF è da sempre impegnata
a favore della pace, in particolare
nelle "zone calde" di guerra,
dove, anche nelle situazioni più
estreme, si dedica attivamente alla
salvaguardia dell'infanzia. Solo nel
decennio 1985-1995 oltre 2 milioni
di bambini sono rimasti uccisi a causa
di conflitti armati, 5 milioni sono
quelli che hanno subito ferite permanenti
e gravi mutilazioni, più di
20 milioni di ragazzi hanno dovuto
abbandonare le loro case, mentre circa
300.000 bambini sono stati costretti
ad uccidere, mutilare ed infierire
su altri individui, obbligati come
bambini-soldato a combattere le guerre
degli adulti... >>>
Roberto Salvan
(Direttore generale dell'Unicef)
|
|