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Non
aspettare che sia laltro a fare
il primo passo. Sorridi, tendi la
mano per primo e
clicca il bottone!
Scrivici cosa è successo, racconta
a noi, a tutti che effetto ti ha fatto:
è contagioso
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Oppure vieni a discutere sui forum di
Facciamo la Pace: |
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- su Buonpernoi.it >>
- su Velistipercaso.rai.it >> |
Floriana
Ho avuto una brutta lite
con mia sorella, maggiore di me di 9
anni. Lei,
sposata e con 2 bambine, era l'amante
del mio (ex)fidanzato. L'ho
scoperto, le ho teso la mano suggerendole
di fare uscire lui dalle nostre
vite e di recuperare il nostro ben più
importante rapporto. Lei ha preferito
continuare a fare l'amante (e questo
è un eufemismo, a questo punto).
E noi
non ci parliamo più. E' lei che
lo vuole... |
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Riccardo
se pensi di riuscire
a perdonare qualcuno sei sulla strada
giusta.
se riesci a perdonarlo sei quasi arrivato.
se poi riesci a non provare rancore
sei felice !!! |
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Miriam
(da Trento)
Il mese scorso ho rivisto
in università Elena, la mia vecchia
compagna del liceo che proprio non potevo
sopportare. Sapeva sempre tutto lei.
Non ti aiutava mai, anzi appena poteva
ti metteva in difficoltà davanti
ai docenti. Appena l'ho intravista tra
la folla di studenti in segreteria mi
è venuto istintivo ignorarla.
Poi però mi sono detta: "prova
a salutarla, ristabilisci con lei un
rapporto, dopo due anni non ha più
senso mantenere questi rancori."
Un po' timorosa mi sono avvicinata a
lei. E' stato un successo. Elena mi
confidato di essere pentita per il comportamento
tenuto in passato. Più volte
aveva pensato di chiamarmi, ma temeva
la mia reazione. Abbiamo parlato fitto
fitto per quasi due ore, finché
non è arrivato il suo turno.
A volte anche le lunghe code in segreteria
possono servire! |
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Giorgio
(da Pescara)
Qualche mese fa era nato
tra me e un mio collega un diverbio
che purtroppo era degenerato, finendo
per rovinare la nostra amicizia che
andava anche oltre l'ambito lavorativo.
La cosa mi rattristava molto, ma non
sapevo come risolvere la questione.
Volevo fare pace, ma non sapevo come.
Ci ha pensato lui, portandomi un agnellino
di marzapane. Certe cose è difficile
dirle a parole, un gesto vale molto
di più! |
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Amelia
(da Bari)
Questa estate ho litigato
coi bimbi dei miei vicini di casa. Stavo
preparando un esame e approfittando
delle belle giornate mi ero messa a
studiare in giardino. Però era
un continuo urlare di bimbini. Dopo
qualche giorno proprio non ne potevo
più. Visto che la nonna che li
accudiva non li sgridava ho pensato
di farlo io. Lì per lì
ero soddisfatta del mio operato: la
mamma, cui era stato riferito l'episodio,
aveva deciso di tenere i bimbi in casa,
onde evitare altre mie sfuriate. Poi
però ho capito di aver sbagliato.
I bambini hanno diritto di giocare all'aria
aperta. Io per studiare potevo stare
anche in casa. Ho acquistato qualche
gioco e ho bussato alla porta dei vicini.
I bimbi mi hanno accolto volentieri.
Ora quando mi vedono in giardino non
mi considerano più un orco cattivo,
mi salutano e mi invitano a giocare
con loro |
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Lucrezia
(da Livorno)
Mia madre è una
persona fantastica, dolce, gentile,
intelligente. Lo è sempre, tranne
quando deve partire. Ogni volta che
si avvicina un viaggio, anche piccolo
e insignificante, va nel pallone, si
agita, diventa nervosa, ripete cento
e cento volte le stesse premure, raccomandazioni,
richieste
segue
>>
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Enrico
(da Napoli)
Sono una persona un po'
chiusa, tendenzialmente autarchica ma,
credo, piuttosto disponibile con gli
altri. Così mi capita spesso
nei momenti più difficili di
non riuscire a chiedere aiuto a chi
mi sta vicino, e al tempo stesso di
offendermi per il sostegno che non arriva.
Così poi divento freddo, distaccato,
burbero e tratto tutti malissimo. Poi
il momento passa, mi rendo conto di
quel che combino e faccio il giro delle
scuse. Insomma per me fare la pace è
diventata un consuetudine. Ma chissà
forse sarebbe meglio evitare di farli
nascere i conflitti imparando a essere
più umili. |
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Franco
(da Verona)
Ci ho pensato tanto,
anzi a dire il vero ci penso piuttosto
spesso, magari di quei pensieri leggeri
con la testa tra le nuvole che si fanno
andando verso casa o in ufficio. Insomma
mi verrebbe da dire che la pace, l'assenza
di contrasto ha in qualche modo a che
fare con la curiosità. Lo scontro
di fatto nasce spesso da una difesa
sorda dei propri spazi (fisici e mentali)
che presuppone una visione ristretta
e univoca del mondo. Chissà,
forse se davanti a qualcuno che non
vuol darci ragione ci fermassimo ad
ascoltare con un po' di voglia di farci
stupire potremmo scoprire strade e ragioni
cui semplicemente non avevamo pensato.
Insomma quello che voglio dire è
che fare esercizio di pace è
anche un buon modo per mantenere la
mente aperta e sveglia. |
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Simonetta
(da Vercelli)
La carota deve sapere
di carota, il tacchino non deve sapere
di Aulin,e la fragola non dve puzzare
di pesce!. Ho deciso di fare la pace
con il mio corpo. Ora faccio la spesa
solo nei punti vendita biologici, e
mi documento prima di ogni acquisto.
La spesa pesa un po' di più,
ma la farmacia sottocasa ha perso un'assidua
cliente! |
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Luigi
(da Modena)
Quando un uomo respira
aria inquinata, vive nel rumore, lavora
in un'azienda tutto il giorno e ogni
sera passa ore imbottigliato nelle strade
per rientrare a casa in una villetta-dormitorio.
Quest'uomo può dire di vivere
in un paese sviluppato? Ho preso dal
lavoro un anno di aspettativa, un anno
sabbatico, per allontanarmi da tutta
questa civiltà e cercare un altro
posto, l'altrove della mia vita. E'
così che sto facendo pace con
me stesso, da troppo tempo di maltrattavo. |
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