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MAREA NEGRA
Tre, due uno, "Nunca Mais", Mai Più,
ha urlato il popolo gallego a capodanno. Mai più
alle carrette del mare che seminano morte. Morte al
mare, morte all'economia di un'intera regione.
Ma dov'è la Galizia? E' una delle periferie dell'Europa,
una regione un po' celtica un po' latina dove si parla
una lingua affine al portoghese, nell'angolo nord-ovest
della penisola iberica. Il 13 novembre scorso la Prestige,
una petroliera proveniente dalla Lettonia, è
stata colta da una tempesta al largo delle coste galleghe.
Poco dopo il salvataggio dell'equipaggio, la nave si
è inabissata. E da più di 60 giorni sta
riversando in mare 125 tonnellate di carburante: un
lento e costante stillicidio. Potrebbe svuotarsi in
tre anni, ma potrebbero anche esserci improvvise accelerazioni.
Poco importa, ormai la "mare negra" ha messo
in ginocchio, sommergendola, un'economia fondata sulla
pesca di crostacei e mitili. Il disastro è immediato
ma anche a lungo termine l'ecosistema potrebbe esplodere
perché il gasolio della Prestige contiene sedimenti
che degradandosi lentamente entreranno nella catena
alimentare della fauna ittica.
È successo a loro ma poteva capitare a noi. Nell'agosto
2002 La Express, per esempio, una carretta battente
bandiera maltese, ha attraversato l'Adriatico, nonostante
nel porto di Ravenna le fosse stato riscontrato un difetto
di sicurezza generale. Ma ancora ogni anno centinaia
di petroliere attraccano alla piattaforma delle raffinerie
di Falconara o di Trieste o di Genova.
Nunca Mais, perché questi disastri hanno conseguenze
globali, Nunca Mais agli scenari di morte. Nunca Mais
perché l'onda negra adesso è arrivata
alle coste portoghesi e francesi fino alla foce della
Gironda.
E in questo paesaggio desolato, dove si respira greggio
rarefatto, si è capaci anche di sorridere: "Abbiamo
il petrolio, siamo ricchi!".
www.nuncamais.org
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