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Liberi dalle armi nucleari
Avviata durante la Settimana per la pace, la raccolta firme per una legge d’iniziativa popolare per dichiarare l’Italia “Paese Libero da Armi Nucleari”. In uno scenario internazionale di riarmo nucleare un primo importante passo verso Un futuro senza atomiche.
Noam Chomsky, in un articolo pubblicato su Internazionale (n. 715, 18 ottobre 2007) dal titolo ‘Cinismo atomico’ definisce criminali i paesi che possiedono armi nucleari. L’accusa nasce probabilmente dalle dichiarazioni della Corte Internazionale di Giustizia che l’8 luglio 1996 ha ricordato al mondo che “sia l'uso che la minaccia dell'uso delle armi nucleari sono contrarie al diritto internazionale e al diritto umanitario. E che gli Stati hanno l'obbligo di addivenire a negoziati internazionali che portino al totale disarmo nucleare.” Un obbligo e un impegno di cui la Comunità Internazionale si era fatta carico con il Trattato di Non Proliferazione nucleare, approvato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1968, e ratificato da 189 Stati membri (in pratica da tutti tranne Israele, India e Pakistan). Con quel documento, gli Stati, classificati in Stati nucleari (Cina, Francia, Regno Unito, Russia, Stati Uniti) e Stati non dotati di armamenti nucleari, si erano impegnati rispettivamente a perseguire un disarmo nucleare generalizzato e totale, i primi; e a non sviluppare né dotarsi di armi nucleari, i secondi. Uno dei possibili passaggi per arrivare al disarmo nucleare globale esatto dal Trattato di Non Proliferazione nucleare, è la costituzione di Zone regionali libere da armi nucleari (NWFZ – Nuclear Weapon Free Zone). Ma, nonostante gli impegni sottoscritti con il NPT e la nascita di diverse NWFZ (la prima venne costituita con il Trattato di Tlatelolco, Messico, già nel 1967 tra i Paesi dell’America Latina e dei Carabi minacciati dalla crisi dei missili a Cuba; cui hanno fatto seguito nel 1985 il Trattato di Rarotonga, che include i Paesi del Pacifico meridionale; nel 1996 il Trattato di Bangkok nel sud-est asiatico; nel 1997 il Trattato di Pelindaba in Africa), molti degli stati firmatari, a partire dalle potenze nucleari, agiscono oggi in piena contraddizione con gli obblighi sottoscritti. Come segnala Chomsky allarmato, “l’articolo 6 del Trattato di non proliferazione nucleare impone agli stati di negoziare per eliminare definitivamente le bombe atomiche. Nessuno dei paesi in possesso di armi nucleari l’ha mai fatto. In prima fila fra quelli che non rispettano quest’obbligo ci sono gli Stati Uniti e, in particolare, l’amministrazione Bush. Il 27 luglio Washington ha stipulato con l’India un accordo che contraddice apertamente la parte centrale del Trattato di non proliferazione. L’India, come Israele e il Pakistan (ma non l’Iran), non ha firmato il Trattato.” L’accordo non solo non impedisce all’India di compiere ulteriori esperimenti nucleari, ma prevede il sostegno di Washington per aiutare “New Delhi ad assicurarsi forniture di combustibile da altri paesi, anche nel caso che l’India riprenda gli esperimenti". In altre parole, una violazione diretta degli accordi internazionali in materia di non proliferazione. Stesso approccio stanno tenendo – secondo il linguista statunitense – Francia, Russia e Australia che aspirerebbero a concludere accordi con l’India, come ha fatto la Cina con il Pakistan. Stessa colpevole inadempienza da parte di molti stati non nucleari, tra cui il nostro paese. Infatti, quando nel 1975 l’Italia ratificò il Trattato di Non-Proliferazione Nucleare, si impegnò a non ospitare sul proprio territorio armi atomiche (Art. II del NPT). Cosa che invece avviene, dato che il nostro paese dà alloggio a 90 testate atomiche: 50 nella base USAF di Aviano (PN) e 40 nell’aeroporto militare di Ghedi (BS), come dimostra il Rapporto Kristensen. Per richiamare il nostro governo agli impegni assunti la campagna Un futuro senza atomiche, promossa da un’ampissima rappresentanza della società civile (http://www.unfuturosenzatomiche.org/aderenti.php?sotto=I%20promotori%20della%20campagna), chiede, attraverso una proposta di legge sintetica e ambiziosa che l’Italia faccia seguito agli impegni assunti nell’ambito del NPT rifiutando di ospitare testate nucleari sul proprio territorio e, vada oltre lo stesso trattato dichiarando l'Italia Zone libera da armi nucleari. Diventeremo – si legge nell’appello della campagna – ome l’Austria, uno dei 106 Stati del mondo dove le bombe atomiche non hanno diritto di cittadinanza. Saremo la maggioranza, nella buona compagnia di tutti gli Stati dell’America centro-meridionale, dell’Africa, del Pacifico, del sud-est asiatico. E cammineremo anche noi verso un futuro senza atomiche.
Per avere maggiori informazioni sulla raccolta firme per la legge Paese Libero da Armi Nucleari: www.unfuturosenzatomiche.org
Elisabetta D'Agostino 26/10/2007
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