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Dossier - Bella la salute
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Vendesi farmaci… on line

Si vendono ma non si dovrebbe: il mercato dei farmaci on line. Che fine hanno fatto le politiche farmaceutiche? Cosa succede in Italia e all’estero? C’è sufficiente informazione? La sicurezza dei consumatori è garantita?

farmaciAl via la liberalizzazione del mercato farmaceutico. Ma liberalizzare non significa deregolarizzare. Il mercato dei farmaci ha bisogno di controlli e mentre la Coop ha dovuto combattere per prezzi più bassi ma garantendo la sicurezza dei consumatori, on line si diffonde il commercio illegale dei farmaci. Tra siti che vendono medicinali senza richiedere alcuna ricetta e truffatori che dispensano il vaccino contro l’influenza aviaria, sembra che la giusta informazione sia venuta a mancare e che la sicurezza dei consumatori sia sempre più a rischio. La comunità europea si è espressa vietando la pubblicità dei farmaci e la loro vendita sulla rete o in tv, ma la situazione in Europa non è omogenea e ogni nazione applica norme diverse e soprattutto prezzi differenti. La situazione è ancora più preoccupante negli Usa dove il commercio dei farmaci on line si sta espandendo con la proliferazione di siti illegali. Ma i problemi non finiscono qui. Gli alti costi dei farmaci riempiono le tasche delle multinazionali farmaceutiche e svuotano i portafogli dei consumatori.

Un’inchiesta del Codici, associazione che lavora a favore dei diritti del cittadino, denuncia che ogni giorno, nelle caselle di posta elettronica, giungono centinaia di messaggi contenenti link che invitano all’acquisto di farmaci on line, recapitabili facilmente a casa senza necessità di ricetta me dica. Basta possedere una comune carta di credito e il gioco è fatto. Ma c’è da dire che il ricevete non avrà mai nessuna garanzia sul farmaco acquistato, sulle condizioni in cui ha viaggiato per posta e soprattutto sul dosaggio da assumere in base alle esigenze soggettive. Di fronte a questa situazione il Codici ha chiesto l’intervento del Ministero della Salute e dell’Ordine dei medici per avviare campagne di sensibilizzazione e informazione per impedire ai cittadini più irresponsabili di commettere gesti che vadano ben oltre l’imprudenza. Il rapido sviluppo delle vendite on line rende indispensabile anche l’adozione di regole europee per il commercio elettronico dei farmaci e la creazione di adeguati sistemi di sorveglianza delle vendite.

Nel nostro paese la vendita di farmaci via internet è illegale. Ma è risaputo che la rete non conosce confini e che la sua dimensione globale rende difficile qualsiasi forma di controllo. Quindi non è detto che un cittadino italiano non riesca a fare acquisti da un sito straniero. Infatti negli Usa e in Gran Bretagna è consentita la vendita a distanza e tramite pubblicità sia dei farmaci da banco sia di quelli che necessitano la ricetta medica. Inoltre all’estero alcuni prodotti vengono venduti come dietetici o semplici integratori alimentari, mentre nell’Unione Europea sono considerati farmaci a tutti gli effetti. Alcune ricerche hanno rilevato un fiorente ed illegale mercato di farmaci on line proveniente dal Messico senza alcuna norma di sicurezza. In Italia invece la vendita on line in questo settore si limita a prodotti cosmetici come creme o articoli per l’infanzia. Insomma nel nostro paese possiamo acquistare sulla rete ciò che oggi già si vende con sicurezza anche in profumerie e supermercati.

Non c’è dubbio che Internet sia diventato un’importante fonte da cui trarre ricche informazioni in campo medico tanto per gli specialisti quanto per i più inesperti in materia. Tuttavia la minaccia di questa nuova sorgente di notizie si profila nella torbida mescolanza tra informazione e pubblicità. La prima infatti è finalizzata alla sola conoscenza, mentre la seconda alla promozione di uno specifico prodotto, influendo sul comportamento dei consumatori. L’OMS ha pubblicato un opuscolo intitolato “Farmaci e Internet” per aiutare gli utenti della rete ad ottenere informazioni corrette. Con questo opuscolo si invitano i navigatori ad utilizzare la rete per un rapido e facile accesso ad informazioni mediche che, però, non devono sostituirsi alla consulenza dei medici di base e degli specialisti che andrebbero sempre e comunque consultati. L’opuscolo insegna a diffidare delle informazioni “troppo belle per essere vere” e a ricordare che prodotti con lo stesso nome possono contenere in paesi diversi ingredienti differenti.

Il mercato dei farmaci on line sfrutta la rete per commerciare innumerevoli prodotti contraffati. Un Carabiniere dei Nas, insospettito perché non trovava alcun giovamento dalla terapia che stava seguendo, ha fatto analizzare il farmaco che stava usando, scoprendo che conteneva solo acqua distillata. Si tratta di un segno preoccupante che rivela come il mercato dei farmaci contraffati si sia esteso a dismisura. In passato già si era parlato di vaccini contro la meningite per i bimbi del terzo mondo che contenevano solo acqua. Oggi, complice internet, su tutti i mercati del mondo si possono trovare farmaci scaduti, contraffatti, rubati e imitati. Da 1999 ad oggi, in Italia sono state registrate dai Carabinieri più di 360.000 infrazioni penali alle leggi sanitarie. I paesi più poveri sembrano allo stesso tempo le principali vittime di questo business, ma anche coloro che ospitano aziende e trafficanti. Cina e India sono i maggiori produttori di farmaci contraffatti, mentre il traffico sarebbe soprattutto in mano alla malavita organizzata russa, cinese, messicana e colombiana.

È anche vero, però, che nel nostro paese i prodotti farmaceutici hanno raggiunto prezzi da capogiro con un guadagno da parte delle multinazionali che si aggira intorno al 66% del costo di ogni singolo prodotto venduto. È ormai da un po’ di anni che è stata denunciata la forte differenza di prezzo per gli stessi prodotti venduti in Italia e all’estero. Le inchieste in materia spesso denunciano l’abitudine di nostri connazionali che abitano al confine con Francia, Svizzera e Austria ad acquistare farmaci in queste nazioni piuttosto che in Italia. Le denunce più sconfortanti riguardano i prodotti alimentari per i neonati come il latte in polvere che nelle nostre farmacie possono raggiungere cifre superiori ai 30 euro la confezione, mentre all’estero i costi si aggirano intorno agli 8/10 euro.
Una coferma, se fosse stata necessaria, della volontà dei cittadini di non farsi più taglieggiare dalle aziende farmaceutiche è nel boom delle vendite registrato nei 'corner della salute' aperti a in tre supermercati gestiti dalla Coop Estense, grazie al decreto del Ministro Bersani, dove è oggi possibile acquistare prodotti farmaceutici sicuri con uno sconto di circa il 25%. In soli cinque giorni le vendite di medicinali hanno infatti superato il fatturato di pasta, pane e farina messi insieme.

Diverso resta il caso di internet che se ha rivoluzionato positivamente il mondo della sanità permettendo un accesso facile e rapido alle informazioni di carattere medico su malattie, condizioni, farmaci, terapie, istituzioni mediche e sanitarie, ha al tempo stesso esposto la nostra salute a nuovi rischi facilitando la nascita di farmacie on line il cui fine ultimo è prettamente commerciale.


Carolina Rosetti
24/8/2006

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