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Dossier: Buoni di cuore - Un coro che conta
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CAMBIERESTI, stile di vita?

Cambieresti è un reality show equo e solidale con mille partecipanti che sperimentano uno stile di vita. Parola d’ordine: sobrietà.

logo cambierestiSiamo tutti consumatori e il tema del consumo ci coinvolge indipendentemente dall’età e dalla condizione sociale: vivere senza sprecare, risparmiare, ma senza sacrifici. Una lampadina accesa in meno, la lavatrice fatta a pieno carico, l’auto lasciata in garage, sono tutte buone intenzioni ma che spesso non adottiamo per pigrizia, per fretta o anche solo perché non conosciamo i benefici che potrebbero ricavarne il nostro portafoglio e la collettività.
Cambiare pagina è possibile, meglio se in gruppo e magari con una guida. Ecco che a Venezia è nato il progetto CAMBIERESTI? (acronimo di Consumi, AMBIEnte, Risparmio Energetico, STIli di vita)proposto come un gioco a cui possono partecipare tutti, basta iscriversi e impegnarsi. L’assessorato all’ambiente del Comune ha reclutato 1248 cittadini tra Venezia e Mestre che, volontariamente, dal mese di marzo stanno attivamente partecipando al primo gioco della società civile attraverso un percorso di monitoraggio di educazione ai consumi, sperimentando così il cambiamento dei propri stili di vita.

Da chi è nata l’idea?
Il padre di questa iniziativa è don Gianni Fazzini, responsabile dell’ufficio diocesano Stili di Vita, con sede a Venezia. “Facciamo grandi proclami – ha denunciato – ma viviamo nella falsità: basti pensare che l’Italia nel 2000 ha ratificato il protocollo di Kyoto impegnandosi a ridurre le emissioni di anidride carbonica, ma da allora le emissioni sono aumentate. Con questo progetto si vuole lanciare un esempio. Ora le famiglie iscritte sono circa trecento, ma è solo l’inizio, mi auguro che in futuro un numero maggiore di famiglie si iscriva a Cambieresti. Sottolineo a Cambieresti, perché nel Veneto sono già più di duecento le famiglie che gestiscono il proprio bilancio famigliare tentando di orientare i consumi ispirandosi ai principi di equità e compatibilità ambientale. Mi riferisco alle cosiddette famiglie ‘bilanciste’ che fanno capo cioè a Bilanci di Giustizia”.

Il progetto Cambieresti è pensato per un pubblico più vasto, si rivolge a cittadini sensibili all’ecologia ma anche a cittadini scettici che vogliono provare e che vogliono essere informati.
Al gruppo ideatore sono affiancate altre strutture di supporto (non esistono sponsor perché chi ci guadagna veramente sono i consumatori): il Comune di Venezia, l’assessorato all’ambiente, ma anche i Mag (mutuo-auto-gestito), l’Enel, Vesta-Gas e persino il Laboratorio universitario l’Ombrello del Dipartimento di Pianificazione dello IUAV (Istituto Universitario Architettura di Venezia). Dal punto di vista metodologico, il progetto intende coinvolgere soggetti pubblici e privati, perché dalla cooperazione risulterà l’efficacia delle politiche in questione. L’obiettivo è comune: ridurre e riorientare i consumi attraverso strategie informative volte a sensibilizzare e ad adottare stili di vita più equi e sostenibili rispetto a quelli esistenti.

In cosa consiste il gioco
Le famiglie che hanno aderito hanno sottoscritto un ‘contratto’ e si impegnano per circa un anno a rivedere i propri consumi. Si parte dalle bollette, quelle relative ai consumi precedenti. Luce, gas, acqua, riscaldamento: tutto verrà monitorato da una commissione di tecnici messi a disposizione dai gestori dell’energia. Ai 1248 cittadini-cavia è stata consegnata una guida con le indicazioni e le opportunità per modificare i consumi, e sono stati formati 40 gruppi di lavoro che si riuniscono mensilmente per trattare ogni singolo tema e per confrontare esperienza e impressioni su questo nuovo stile di vita.
I gruppi di lavoro sono guidati da esperti in grado di dare consigli e informazioni in ogni campo. Per esempio durante il primo incontro è stato affrontato il risparmio energetico.lampade a basso consumo Al termine della lezione sono stati distribuiti buoni sconto per acquistare lampade a basso consumo. In occasione dell’incontro di aprile è stato trattato il risparmio idrico e sono stati distribuiti gratuitamente riduttori di flusso. Si tratta di semplici apparecchiature da installare nei rubinetti di casa per frangere il flusso dell’acqua. Durante gli incontri viene redatto un verbale e distribuito assieme al materiale informativo. Ogni famiglia potrà archiviare tutto il materiale in pratici raccoglitori regalati al momento della firma del contratto.
riduttori di flussoLe prossime volte che i gruppi lavoro si ritroveranno, affronteranno il tema della bioedilizia e dei prodotti biocompatibili per la casa. Esperti dell’università forniranno gratuitamente una consulenza perché il cambiamento dello stile di vita passa anche dalla struttura della casa: un esempio può essere l’installazione dei pannelli solari in sostituzione del vecchio boiler.
“Le attività collettive non sono obbligatorie – spiega Silvia Stocco, una partecipante – ma sono sicuramente importanti per avere linee guida. Io per esempio mi limitavo solo a fare la raccolta differenziata. All’inizio non è stato facile perché mi sembrava di non essere naturale in tutto quello che facevo. Aprivo il rubinetto dell’acqua e subito pensavo che stavo consumando troppo. Stiravo e pensavo che la bolletta della luce stava salendo… Ma poi mi sono abituata, e ora evitare certi gesti mi viene spontaneo. Ad esempio stiro molto meno: asciugamani, lenzuola, biancheria intima, possono essere utilizzati anche senza un passaggio di ferro”. Silvia è mamma di due bambini, lavora e non aveva mai pensato che piccoli gesti avrebbero ridotto le bollette. “È presto per fare un bilancio economico, ma già sento che abbiamo consumato meno e senza fatica. Alle lezioni partecipo volentieri ma aspetto le lezioni animate proposte dalla Coop: è in previsione una lettura collettiva delle etichette all’interno dei supermercati, così potrò portare i bambini”.

Come ogni gioco, cosa si vince se si raggiunge l’obiettivo?
Non esistono classifiche, vinti e vincitori… Ogni famiglia avrà l’accesso agevolato alle informazioni sul consumo critico e incentivi materiali al cambiamento nella forma di beni e servizi. Una specie di paniere di beni e servizi che configurano uno stile di vita sobrio e sostenibile come ad esempio alimenti biologici, l’auto a gas, la finanza etica. A seconda di quanto il “concorrente” utilizzerà beni e servizi presenti nel paniere otterrà facilitazioni coerenti con lo spirito del progetto.
“Sia chiaro” ha precisato il Sindaco di Venezia Massimo Cacciari “non si tratta di un percorso punitivo, semmai vorremmo mettere in condizione la gente di vivere meglio e far scoprire il piacere di far acquisti per necessità e non per condizionamento, come accade spesso”.

Un’alternativa al consumismo acritico è possibile e senza sacrifici radicali. Le bollette calano, la consapevolezza cresce e quello che sembrava un gioco lanciato da qualche maniaco del risparmio potrebbe diventare un modello di vita esportabile e ripetibile.

www.cambieresti.net

Elisabetta Paglia
14/6/2005

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