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Prevenire: che cosa?
Le vaccinazioni, lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono uno strumento essenziale per prevenire la diffusione di gravi malattie infettive, tutelando al contempo la salute del singolo e della collettività. Tuttavia c’è chi, come il Coordinamento Nazionale Danneggiati da Vaccino, chiede una maggiore prevenzione nella somministrazione dei vaccini perché mai più bambini sani si ritrovino con irreparabili malformazioni per colpa di vaccini che avrebbero dovuto proteggerli da gravi infezioni.
L'obiettivo del CONDOV, di cui fanno parte anche medici (pediatri e immunologi), non è creare allarmismo tra i genitori, ma sollecitare un maggiore impegno da parte delle strutture sanitarie pubbliche nella prevenzione dei danni da vaccino. "Non è facile, lo sappiamo, essere assolutamente certi a priori che un bambino non avrà una reazione avversa. Tuttavia, e questo l'ho detto al recente convegno della federazione medici pediatri cui sono stata invitata, si sa che in presenza di danni immunologici un paziente non va vaccinato. Il punto è capire se un bambino presenta tali danni.", afferma Nadia Gatti presidente del Coordinamento Nazionale Danneggiati da Vaccino.
Ma come prevenire i danni da vaccino? La signora Nadia ci spiega che basterebbe alla nascita un esame del sistema immunologico e poi, nel momento della vaccinazione, domande ad hoc per verificare la familiarità di malattie degenerative: “Se padre, madre o nonni soffrono di artrosi, diabete e così via, è facile che il bambino abbia un sistema immunitario compromesso.” Tra le controindicazioni alle vaccinazioni viene infatti segnalata l’immunodeficienza del soggetto da vaccinare. “Tuttavia”, prosegue Nadia, “allo stato attuale rientrano in questa categoria solo bimbi con l’hiv o con leucemie e linfomi: esistono però altri disordini immunitari di cui ci si potrebbe rendere conto con un esame ad hoc alla nascita.”
Per prevenire i danni da vaccino sarebbe inoltre necessario, secondo il CONDOV, una maggiore attenzione da parte dei medici nella visita che precede la vaccinazione. “Che senso ha limitarsi a chiedere, com'è capitato a me ‘lei pensa che il suo bimbo stia bene’? Una mamma è forse un medico? Per non parlare poi della febbre: siamo contrari alle vaccinazioni con 38° di febbre perché, checché ne dicano i medici, non si sa cosa nasconda la febbre. Potrebbe esserci un’infezione in corso com’è capitato purtroppo a un bambino che, avendo una polmonite in atto, ha subito gravi danni per essere stato vaccinato."
Alessandra Mariotti 20/2/2005
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