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Compilation Favole dal mondo

La tolleranza verso le culture diverse dalla nostra può partire solo dalla conoscenza. Degli usi, del cibo, della religione, della storia dei popoli e anche delle favole.
Per tutti i bambini del mondo c’è una favola, e tutti siamo stati bambini.

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Organizzare il commercio equo e solidale

prodotti equiOgni tanto vediamo in giro qualche bottega di commercio equo e solidale. La trovata è geniale: il nostro acquisto viene caricato di molti significati e con un unico gesto possiamo assaporare realtà di posti lontani, dare un segnale in controtendenza a chi abbiamo vicino, e aiutare l'economia di Paesi disagiati. Ma questa iniziativa di commercio alternativo va guidata. Vediamo chi, fra gli altri, se ne occupa e come si fa a saperne di più.

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Veneto “da gustare”

Una vista delle dolomitiÈ sempre più raro gustare cibi genuini e salutari. È per questo che Viaggi Solidali propone una vacanza di quattro giorni per scoprire il Veneto attraverso i cibi tipici della sua tradizione. Senza dimenticare la solidarietà.

Tutto attorno al mondo

Una fiaba dalla Palestina: Il lamento dell'acqua

Un giorno il sultano e il suo visir andarono a fare una passeggiata nei boschi. Giunti a una radura, raccolsero un po’ di legna e fecero un bel fuoco su cui, per ristorarsi, fecero bollire dell’acqua presa dal fiume.

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Nascere e crescere sani

© UnicefIl rapporto Unicef di quest'anno fotografa la condizione dei bambini in tutto il mondo. Calano le morti. Ma gli Obiettivi del Millennio sono ancora lontani.

un coro che conta

Il coro diretto da Lella Costa

Lella CostaUna Lella Costa particolarmente in forma ci racconta come ha scoperto di essere una consumatrice ecologicamente corretta.

Il cuore dei giocattoli

logo sicurezzaAnche i giocattoli hanno un cuore. Basta saperlo cercare e lasciar perdere le mode o le star della pubblicità. Sono i giocattoli di legno, di seconda mano così come quelli equi e solidali che alimentano la catena della solidarietà e dei diritti di chi li produce.

La volpe e la gallina

La volpe ladra di Antonio LigabueLe si presentò e finse di essere sua amica. E, una sera che la gallina doveva andare a trovare una zia malata, si offrì di badarle i pulcini. "Come si chiamano i tuoi pulcini?" Chiese la volpe. "Non hanno ancora un nome". "Se mi permetti, glielo darò io: quello giallo si chiamerà Aurora, quello bruno Mezzogiorno, e quello rosso Tramonto". "E io come mi chiamerò?" Chiese la gallina. "Tu ti chiamerai Mezzanotte", rispose la volpe con uno strano sorriso.
Quando la volpe se ne fu andata, il riccio che aveva assistito a tutta la scena, rimproverò duramente la gallina: "Ma come è possibile che ti fidi della volpe? Non hai capito che ha intenzione di divorare te e i tuoi pulcini? E in particolare ne mangeràuno all´alba, uno a mezzogiorno e uno al tramonto. E poi si mangerà anche te, a mezzanotte quando tornerai dalla visita a tua zia".
La gallina capì che il riccio aveva ragione, e iniziò a piangere sconsolata, ma non sapeva cosa fare per mettersi in salvo. Il riccio le consigliò per prima cosa di nascondere i pulcini in un grosso albero Kazaura che stava lì vicino, e poi di riempire il vecchio nido di olio bollente e rovi. La gallina obbedì, e quando la volpe arrivò il giorno dopo, si gettò in un balzo sul nido, sprofondò nell´olio bollente e nei rovi. La volpe cominciò a urlare disperata, e a maledire la gallina. Le urla arrivarono fino all´albero, e la sciocca gallina cominciò a impietosirsi, e quando sentì che la volpe la chiamava ingrata, pensò che forse aveva fatto male a dare retta al riccio, e che forse la volpe voleva veramente essere sua amica. Quindi accorse in suo aiuto, e la fece uscire dalla trappola.
La volpe era talmente arrabbiata che avrebbe voluto mangiarsela immediatamente. Ma pensò che per magiare anche i pulcini doveva farsi dire dove erano nascosti. Decise quindi di recitare ancora la parte dell´amica tradita. "Mia cara signora Mezzanotte? le disse - come avete potuto tendere questa trappola proprio a me che volevo essere vostra amica?". "E´stato il riccio - piagnucolò la gallina? - che mi ha detto di non fidarmi di voi, e mi ha fatto nascondere i pulcini". Il riccio, che intanto ascoltava tutto, non riusciva a credere alle proprie orecchie. "E dove sono nascosti i pulcini? Se me lo dite, questa sera vi verrò a trovare, vi porterò un bel regalo, e faremo la pace". La gallina le rivelò il nascondiglio, e la volpe tutta soddisfatta se ne andò.
Quando la volpe se ne fu andata, il riccio uscì dal suo nascondiglio: "Come hai potuto essere tanto stupida? Ora che le hai indicato il nascondiglio, la volpe vi divorerà sicuramente. Non crederai che veramente abbia intenzione di portarvi un regalo. Avresti dovuto vedere con che balzo si è buttata sul nido: se i pulcini fossero stati lì, li avrebbe uccisi tutti".
La gallina si rese conto che il riccio aveva ragione, gli chiese scusa per non essersi fidata di lui, e insieme prepararono una trappola per accogliere la volpe quella sera. Quando la volpe arrivò, molto tardi, al nascondiglio della gallina, la trappola scattò: la volpe si trovò imprigionata da un cappio che rischiava di strangolarla. Disperata, tentò un´altra volta di ingannare la gallina, dicendole che aveva un bel regalo per lei e per i suoi pulcini. Quando si accorse del riccio, che era lì vicino a lei, gemette: "Tu, perfido riccio, sono sicura che questo cappio è opera tua. Perché ti immischi nelle mie faccende?"
"Perché tu tenti sempre di sfruttare a tuo vantaggio la stupidità degli altri. Ho ben capito cosa volevi fare alla povera gallina. Confessa quindi le tue reali intenzioni. Solo a questo patto ti libereremo, e poi dovrai sparire e non farti vedere mai più ".
La volpe confessò alla gallina che in realtà i suoi erano stati solo sotterfugi per mangiarsi lei e i suoi pulcini. E poi promise al riccio che avrebbe abbandonato per sempre quelle terre.
Da quella volta la volpe non si è più fatta vedere in quella regione, e nessuno ha mai più avuto sue notizie.

a cura di Francesca Mattotti
23/2/2002

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