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Il caso del Dott. Hamer e delle sue discusse ricerche sul cancro nel dossier:
LA NUOVA MEDICINA

“La medicina sottosopra. E se Hamer avesse ragione?” Il tumore, secondo le ricerche del medico tedesco, sarebbe la risposta biologica a uno shock. Ma in Germania le università rifiutano di verificare la sua tesi: boicottaggio?

HamerCorsica, isola di Cavallo, estate di 26 anni fa: uno sparo. Un ragazzo tedesco che dormiva su un’imbarcazione venne ferito gravemente e dopo tre mesi di agonia morì. Un principe, il “nostro” Vittorio Emanuele, fu accusato dell’omicidio e finì sotto processo (fu scagionato, non senza polemiche, nel 1991). Cosa c’entra tutto ciò, vi chiederete, con la Nuova Medicina del dottor Hamer? Ebbene la giovane vittima, Dirk Hamer, era il figlio del medico tedesco, che proprio a seguito di quel tragico avvenimento iniziò a elaborare la teoria della “legge ferrea del cancro”.
Hamer, che poco dopo la morte di Dirk si era ammalato di tumore, cominciò infatti a ipotizzare che la sua malattia potesse avere qualche relazione con lo shock subito per la perdita del figlio. Ma come dimostrare l’esistenza di una relazione tra cancro e psiche?

A quel tempo, era la fine 1978, Hamer lavorava come primario in ginecologia presso la Clinica oncologica universitaria di Monaco: interrogando le sue pazienti scoprì che tutte avevano vissuto un evento traumatico prima di ammalarsi. Fu così che il medico tedesco cominciò a elaborare una teoria che potesse spiegare scientificamente la relazione tra una situazione traumatica vissuta dal soggetto e l’insorgenza di un cancro. Questa teoria, che Hamer presentò nel 1981 all’Università di Tubinger e Heidelberg, correlata dai dati raccolti sul campo (nella clinica di Monaco e a Colonia tra malati di cancro al polmone), prende il nome di Nuova Medicina. Alla sua base c’è una concezione di malattia (dal cancro alla depressione, dall’infarto alla leucemia…) diametralmente opposta alla tradizionale visione medica: la malattia, secondo Hamer, è la risposta del cervello a un trauma esterno, e fa parte – niente meno – di un programma di sopravvivenza della specie. Una volta che il trauma psicologico è stato superato, il cervello inverte l’ordine e l’individuo entra nella fase di riparazione. C’è quindi una stretta relazione tra livello psichico, celebrare e organico.

Hamer spiega dettagliatamente questo processo, declinandolo in cinque leggi fondamentali, la prima delle quali, non a caso, prende il nome di “legge ferrea del cancro”. Se un evento inaspettato è vissuto in modo drammatico, conflittuale, in solitudine, senza che se ne trovi una soluzione soddisfacente, allora il cervello mette in modo un programma biologico per salvaguardare il soggetto, un programma che per il medico tedesco è stato iscritto nel cervello da milioni di anni. La malattia va quindi vista come l’unica possibilità di sopravvivenza (legge della quintessenza). “Si prenda”, spiega Hamer, “un branco di cervi: quando il capobranco vive un conflitto di territorio perché minacciato da un altro maschio, si ulcera le coronarie. Così facendo ne ingrandisce il calibro interno in modo da portare più sangue all’organismo e avere più forze per scacciare l’avversario. Questa malattia non è in realtà una malattia, ma un’opportunità, grazie alla quale egli può vincere la sua battaglia” (da La medicina sottosopra. E se Hamer avesse ragione?). Agli uomini, anche se si ritengono esseri superiori, accade esattamente lo stesso, come viene spiegato nella terza legge, “il sistema ontogenetico dei tumori e delle malattie equivalenti”: il cervello dell’uomo moderno, quando si verificano eventi traumatici, dà all’organismo ordini dettati dalla nostra memoria ancestrale, che a noi possono apparire insensati, ma che riportati alle varie tappe dell’evoluzione, hanno una loro chiara logica.

Un esempio ci è d’aiuto: se una persona vive in modo drammatico il proprio licenziamento, come “un boccone rimasto sullo stomaco” il cervello, che non è in grado di distinguere tra reale e simbolico, ordina al corpo una proliferazione cellulare per “digerire il boccone”: il tumore allo stomaco è la soluzione biologica per aiutare l’individuo a superare lo shock. La gravità della malattia dipenderà dall’intensità del trauma subito, mentre il tipo di emozione provata al momento del trauma determina la localizzazione della malattia nel corpo.
Nel contempo, anche a livello celebrare succede qualcosa: si forma il cosiddetto Focolaio di Hamer, visibile tra l’altro con la Tac, ma senza liquido di contrasto. C’è naturalmente una relazione tra l’organo colpito e la zona celebrare in cui si forma il focolaio che, nella fase di conflitto, si presenta con cerchi concentrici ben nitidi.
Quando il trauma psicologico è stato superato, il focolaio si gonfia, i cerchi risultano sfuocati: a livello organico è il momento della riparazione, che corrisponde a una crisi infiammatoria. Virus, batteri, microbatteri e funghi sono, secondo il medico tedesco, preziosi alleati perché ripuliscono i tumori: provocano effetti debilitanti, a volte anche pericolosi per il soggetto, ma sono armi insostituibili per la guarigione. Paradossalmente proprio quando il soggetto si sente stanco e debilitato, quello è il momento in cui inizia la riparazione sia celebrare (l’edema celebrare sarà evacuato con la diuresi) che fisica. Ma per giungere a questa fase, lo shock psicologico dev’essere stato superato: la terapia proposta da Hamer consiste quindi essenzialmente nell’aiutare l’ammalato a risolvere il suo conflitto.

Torniamo ora, dopo questa sintetica spiegazione della Nuova Medicina, all’Università di Tubinger e Heidelberg: com’è stata accolta dal mondo accademico la tesi presentata da Hamer? I decani dell’Università si rifiutarono, e rifiutano tuttora, di procedere alla sua verifica. Ma non solo: nel 1986 ad Hamer venne tolta l’abilitazione ad esercitare la professione medica per non aver ritrattato la legge ferrea del cancro e non essersi riconvertito alla medicina tradizionale. Nonostante i numerosi tentativi di internamento psichiatrico, il dottor Hamer ha continuato la verifica della sua scoperta su oltre tremila pazienti, mentre in tutta Europa medici e oncologi procedevano a loro volta a mettere sotto esame la Nuova Medicina, al di fuori però dell’ambito universitario. Solo nel dicembre 1989 arrivò un protocollo firmato da un professore di oncologia dell’università di Vienna che confermava la legge ferrea del cancro: il responso tuttavia non arrestò i provvedimenti contro la Nuova Medicina. Nel 1997 Hamer scontò un anno di carcere in Germania per aver dato a un malato suggerimenti, nonostante l’interdizione a esercitare la professione medica, mentre nel 2001 un tribunale francese lo condannò alla reclusione per “aver istigato alla nuova medicina”. Eppure nel 1998 le cinque leggi della Nuova Medicina erano state verificate all’Università di Trnava (Slovacchia) che aveva preso in esame sette casi di pazienti per un totale di venti singole malattie, giungendo alla conclusione che “che il dott. Hamer, con la sua presentazione in due conferenze di verifica, avesse provato il suo sistema con massima probabilità” e invitando “all’applicazione quanto più rapida possibile della Nuova Medicina”.

Perché dopo questa verifica positiva delle cinque leggi della Nuova Medicina non si è riconsiderato il caso Hamer? Boicottaggio o serie ragioni dietro il rifiuto delle università tedesche di procedere a ulteriori verifiche della Nuova medicina?
Approfondiremo in una prossima puntata le teorie di Hamer, senz’altro affascinanti, ma che lasciano aperti vari interrogativi sia livello teorico che applicativo.

Alessandra Mariotti
27/7/2004

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