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Ai nastri di partenza il festival della musica di Mantova
Al via la prima edizione del Festival della Musica di Mantova, che negli stessi giorni della kermesse sanremese (dal 1 al 7 marzo) vedrà esibirsi nei teatri mantovani centinai di artisti.
La manifestazione si potrà ascoltare via radio (Popolare Network, Radio Città Futura, Radio Base e Eco Radio), seguire su Odeon tv (tutte le sere dalle 20,35 all'1,30) o sulla tv satellitare Emili tv da mezzogiorno in poi. Ovviamente nulla sarà paragonabile allo spettacolo cui si potrà partecipare di persona a Mantova, parola di Lidia Ravera.
Sarà l’“alter ego” di Bruno Vespa al dopo festival di Mantova, Lidia Ravera a cui chiediamo come si sta preparando a vivere il grande evento che osa sfidare il pluricinquantenne festival della canzone italiana.
Mentre a San Remo si susseguono liti e rappacificamenti come trascorrono a Mantova le fatidiche ore prima dell’inaugurazione? Qui regna un’allegra confusione. Pensate che per non essere subissata da mille richieste mi sono rifugiata nella tranquillità della camera d’albergo (rimanendo pur preda facile da rintracciare col suo telefonino in perenne trillo! ndr.): ancora ho lavoro da sbrigare per il mio dopo festival. La città è in fermento: tutti si danno un gran da fare, gratuitamente, per passione, mossi dal gran desiderio di dar vita a un evento innovativo di musica e cultura. Le logiche che muovono il nostro festival sono ben lontane da quelle sanremesi… Noi siamo reattivi e propositivi.
Sarebbe a dire? Gli imbacuccamenti, i lustrini, le paillettes dell’Ariston hanno stancato l’Italia. San Remo è morto da un pezzo, non saremo certo noi a dargli il colpo di grazia. Da quanti anni ormai non si sentono nemmen più canticchiare le canzoni che trionfano a San Remo? Chi corre più a comprare il cd del primo classificato?
Vincite effimere, insomma… Ribadisco: San Remo è morto e ci vuole il coraggio di ammetterlo e di reagire. Il nostro obiettivo è innovare, proponendo un festival in cui si ascolta buona musica e in cui sulla musica si ragiona. Con sorpresa ho scoperto, io che vengo da un altro ambito culturale, come il panorama musicale italiano non sia affatto quel “piattume” che ci vogliono far credere. Sul palco di San Remo i giovani sembrano inebetiti, non spiccicano parola. Ne ho conosciuti qui a Mantova: sono intelligenti, mettono idee nelle loro canzoni. Vogliamo lasciar loro lo spazio che meritano? Credo che una ribalta povera, ma di qualità come la nostra costituisca per i giovani un’importantissima opportunità, ben più di un palco ricco, ma dalle carte truccate.
Il festival della musica di Mantova sarà un’occasione solo per chi la musica la fa? No, tutt’altro. Vogliamo liberare gli spettatori dalla loro solitudine. Solo le fasce più deboli ancora si fanno intontire dai programmi televisivi, l’asfissia Rai-Mediaset ha portato tanti italiani a vivere con distacco il rapporto con la tv. A loro noi ci rivolgiamo, a loro noi proponiamo una cultura che scende nelle piazze per promuovere eventi, per stimolare incontri.
Nel mondo del virtuale proponete per far cultura un ritorno al rapporto faccia a faccia: ma spostarsi per raggiungere Mantova ha un costo ben più elevato rispetto all’acquisto di un libro o di un cd… Certo, ma è con la presenza fisica che si fa testimonianza. Per le manifestazioni sindacali si è ritornati a scendere in piazza e per la cultura? A Mantova noi incoraggiamo gli italiani ad esserci. Come? Puntiamo su prezzi modici per gli spettacoli e per il vitto: all’ARCI si mangerà con 10 euro. Una logica ben diversa da quella veneziana: là per il festival del cinema ne approfittano tutti.
Per concludere nel giorno dell’inaugurazione quali le previsioni di Lidia Ravera? Quali le sue aspettative per questo festival che ha tenacemente contribuito a realizzare insieme al senatore dalla Chiesa? L’esempio del festival della letteratura che ogni settembre porta a Mantova migliaia e migliaia di spettatori mi dà fiducia: la musica dovrebbe tra l’altro essere ancor più vicina al vissuto quotidiano della letteratura, dovrebbe coinvolge più i giovani, spingerli a sperimentare, a incontrare i loro artisti.
Nei giorni scorsi abbiamo raccolto la voce del senatore Nando Dalla Chiesa ideatore del Festival di Mantova che ci ha spiegato com'è nata l'idea di una manifestazione alternativa a San Remo.
PER CONOSCERE IN DETTAGLIO GLI APPUNTAMENTI DELLA KERMESSE VISITA IL SITO DEL FESTIVAL DELLA MUSICA DI MANTOVA
Alessandra Mariotti 1/3/2004
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