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Un carburante ecologico da colza e soia? Scopriamolo insieme nel dossier: IL SIG. ROSSI E IL BIO-DIESEL
Il sig. Rossi, alla guida della sua automobile, ha deciso di fare una sosta per il rifornimento di carburante e cerca la pompa per riempire il serbatoio.
E´ perplesso, non sa cosa scegliere. Ma come? Il distributore del diesel di solito è unico, invece in questa area di servizio, a Ponte Valleceppi in provincia di Perugia, ce ne sono due: diesel e bio-diesel. Che differenza c´è? Quale costa meno? Con quale andrò più forte? Sono tutti interrogativi che si pone il nostro amico. Mai lasciare la vecchia strada per la nuova! E se poi grippa il motore? Sicuro di fare la cosa giusta il sig. Rossi fa il pieno di gasolio tradizionale, mette in moto e continua a pensare a chissà quale diavoleria si nasconde dietro il biodiesel.
Perché tanto scetticismo? Si tratta in fondo di una energia alternativa ricavata da una produzione agricola di colza, soia e girasole. Per saperne di più siamo andati a Imola (BO) all´Istituto Agrario Scarabelli, il più vecchio d´Italia. Stefania, Chiara e Maria Rosaria sono le allieve pioniere di una ricerca sul bio-diesel e ci hanno aperto le porte del loro sapere per fugare ogni dubbio del sig. Rossi.
"I bio-combustibili" comincia Stefania "sono derivati dall´utilizzo di colture oleoginose (colza, soia, girasole) per la produzione di oli vegetali in grado di sostituire in parte gasolio e altri combustibili fossili". Ma come si può ottenere il bio-diesel? "In due modi" interviene Chiara "utilizzando oli vegetali e anche oli esausti ricavati da processi di frittura. Insomma, dopo aver fritto le patatine si potrebbe recuperare l´olio, senza doverlo smaltire, per ricavarne combustibile e andare in ufficio emettendo energia pulita dalle nostre auto". "Noi abbiamo fatto tutto in laboratorio" ci spiega Maria Rosaria "e con tecniche un po´ rudimentali abbiamo ottenuto un vasetto di olio. Se venisse finanziata la ricerca si potrebbero affinare le tecniche di estrazione per ottimizzare la resa olio/ettaro e abbattere i costi di produzione".
Le colture oleaginose hanno bassi costi di produzione e possono essere coltivate in terreni marginali. La loro rusticità le rende adattabili a tutti i tipi di terreno e non necessitano di irrigazione. Averci pensato prima, ma ci saranno anche dei lati negativi? Le ragazze hanno fatto una valutazione di impatto ambientale, e il bio-diesel ne esce sostanzialmente a testa alta. L´uso del biodiesel permette la riduzione delle emissioni gassose, consente l´azzeramento del bilancio dell´anidride carbonica e il particolato, tipiche polveri incombuste del gasolio, è più pesante e grossolano, quindi precipita subito a terra. In compenso però l´anidride solforosa è praticamente nulla e il costo al litro risulta più alto.
Ma il sig. Rossi avrebbe potuto fare rifornimento di bio-diesel anche con la sua utilitaria? Certo, senza modifiche sostanziali al motore. A pensarci bene l´automobile gli costa ogni anno 4.500 Euro (circa 8 milioni), 11.36 Euro al giorno, 0.46 Euro all´ora. Se invece pensa alla propria salute (perché non dovrebbe farlo?) andare in ufficio in auto, ma anche al supermercato o al cinema ha un costo che ricade sulla collettività di circa 3.87 Euro al giorno, 0.15 Euro all´ora! Insomma il sig. Rossi comincia a pensare che la data dell´acquisto dell´automobile è stato solo l´inizio di un salasso periodico. Allora perché non trovare una forma di risparmio? Se il sig. Rossi avesse fatto il pieno con il bio-diesel avrebbe speso un po´ di più, lasciato una scia di patatina fritta lungo la strada, ma avrebbe dato un segnale di sensibilità ambientale. Inquinare meno si può!
MODIFICHE AI MOTORI Le modifiche da apportare ai motori, qualora venga miscelato con il gasolio ad una percentuale massima del 30%, sono relative ad una sola diversa regolazione della iniezione. Se non si supera questa percentuale la minore capacità lubrificante dell´olio non provoca danni al motore. Gli iniettori tendono ad incrostarsi di più con l´impiego del bio-diesel. In tutti i test eseguiti si è dimostrato che la durata del motore alimentato a biocarburante non si discosta da quella di un motore a gasolio e la performance del motore diminuisce invece del 5% a causa del minore potere calorico.
Elisabetta Paglia 8/4/2002
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