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Scopriamo come ritrovare noi stessi con atti che parlano al nostro inconscio nel dossier:
LA PSICOMAGIA

Un viaggio alla scoperta della psicomagia. Disciplina che, parlando all´inconscio tramite un linguaggio simbolico e metaforico, aiuta l´individuo a sciogliere i propri nodi psicologici dovuti agli intrecci e alle dinamiche consumatisi all´interno dei propri rami familiari. A farci da guida Cristobal Jodorowsky che assieme al padre Alejandro, noto attore, scrittore e regista, ha messo a punto questa nuova terapia basata sugli atti psicomagici.

Cristobal Jodorowsky Come reagireste se qualcuno vi confidasse quanto segue: "preso da una pulsione suicida ho inscenato il mio funerale con tanto di sepoltura e pietra tombale. Sono poi uscito dalla cassa sentendomi rinato e cambiandomi perfino di nome". Perplessi? Stupiti? Incuriositi? Forse lo sarete ancor di più scoprendo che questa messa in scena è in realtà un atto psicomagico. Di che si tratta? Di azioni che agiscono a livello psichico, servendosi del linguaggio della metafora a scopo terapeutico. Il personaggio che ha messo in scena il proprio funerale è Cristobal Jodorowsky che con suo padre Alejandro, attore, regista e scrittore noto in tutto il mondo per i suoi film (come La montagna sacra e El Topo) ha codificato un linguaggio per instaurare un dialogo con l´inconscio, la psicomagia, appunto.

È stato Alejandro a giungere all´elaborazione di questa pratica terapeutica passando attraverso l´atto poetico, teatrale, onirico e magico, come spiega nel suo libro Psicomagia, edito in Italia da Feltrinelli. Sono soprattutto le esperienze maturate presso la guaritrice messicana Pachita, che eseguiva "magiche" manipolazione a cuore aperto e altre pratiche sciamaniche, ad aver spinto il regista-scrittore, già profondo conoscitore del mondo dei tarocchi, a intraprendere la via della psicomagia. Da Pachita Alejandro ha imparato, come lui stesso sostiene, "il modo di utilizzare il linguaggio degli oggetti e il vocabolario simbolico, al fine di produrre determinati effetti sul prossimo; in poche parole, come rivolgersi direttamente all´inconscio tramite il suo linguaggio, fosse attraverso le parole, gli oggetti o le azioni." Aveva cioè compreso che le operazioni di Pachita non avevano nulla di magico, ma che l´effetto ottenuto si poteva spiegare ricorrendo a leggi che lui definisce "psicofisiologiche". Se a un uomo dal carattere troppo timido Pachita prescriveva di entrare in macelleria, rubare un pezzo di carne e mangiarselo, l´effetto positivo ottenuto era da attribuirsi non a una magia, ma al fatto che quell´uomo molto timido doveva fare appello a tutte le sue energie per commettere il furto, e conseguentemente dopo qualche settimana si sentiva molto più forte di prima.

Alejandro, una volta comprese queste leggi, le ha utilizzate per fondare una nuova terapia. "La psicomagia" ci spiega suo figlio Cristobal che ha ulteriormente approfondito questa pratica terapeutica, "è una forma di terapia psicologica che aiuta a risolvere conflitti interiori inviando messaggi metaforici al nostro inconscio che parla un linguaggio simbolico, fatto di colori, forme, materiali". Secondo quest´approccio psicomagico messo a punto dagli Jodorowsky per sciogliere i nodi del malessere non è sufficiente comprenderli razionalmente: bisogna agire recitando una sorta di copione magico, riuscendo, una volta superati i confini della razionalità, a mettersi in contatto con la nostra natura più intima. L´atto compiuto da Cristobal inscenando il proprio funerale, era profondamente simbolico e metaforico: la morte e la rinascita. Si tratta quindi di inviare forti messaggi al proprio inconscio che possono anche coinvolgere altre persone. Cristobal ricorda un altro atto psicomagico che lo ha fortemente segnato: "Ero un ragazzino e siccome mi dicevano che ero come Dr. Jekil e Mr. Hide una volta mi sono travestito da Dr. Jekil indossando un frac nero. Ho interpretato quella parte, facendomi uscire la bava dalla bocca e ho urlato davanti a mio padre: ´guarda come mi hai visto per tutta la mia vita. Adesso strappami queste vesti affinché tu mi veda come io realmente sono´. Dopo quell´atto mi sono sentito riconosciuto, mi sono sentito accettato per com´ero e ho cominciato una nuova esistenza." Cristobal si è quindi sbarazzato, tramite la recita di questo copione, dell´immagine distorta che il padre aveva di lui.

Per Cristobal la psicomagia è dunque una forma di vita, avendola sperimentata su di sé, essendo stato una sorta di cavia per le pratiche che il padre apprendeva e avendo poi approfondito per vari anni i sentieri della biogenalogia e dello psicosciamanesimo presso sciamani. Tutto ciò che trasmette è quindi il risultato di esperienze vissute sulla sua pelle, o per meglio dire nel suo inconscio.
Ma Cristobal, sebbene ci abbia raccontato due atti psicomagici compiuti in prima persona, non pratica la psicomagia solo su di sé: è un terapeuta, e si è prefisso come scopo nella vita quello di aiutare le persone a guarire dal dolore attraverso la psicomagia. Spesso tiene seminari anche nel nostro paese. Una donna che ha partecipato a uno di questi seminari, Antonella, ci ha spiegato come si svolgono: il fulcro di tutto è uno studio molto approfondito sull´albero genealogico. "Vi abbiamo dedicato un´intera giornata con Jodorowsky che spiegava al gruppo (eravamo 15 persone) come costruire l´albero, dove posizionare gli antenati secondo il loro sesso e soprattutto come interpretarlo alla luce delle nostre problematiche."

Perché tanta importanza attribuita alla genealogia? "Dovete sapere", afferma Jodorowsky, "che la nostra coscienza agisce come una collettività: l´albero genealogico al completo parla attraverso di noi. Il nostro pensiero sulla vita non è in realtà il nostro, ma quello di nostra mamma, di nostra nonna. Per comprendere il nostro atteggiamento nei confronti dell´amore, della sessualità, del denaro va analizzato l´albero: è là che troviamo le nostre risposte. Se per esempio portiamo il nome di un nostro avo è come se questo si re-incarnasse in noi." Si legge infatti in Psicomagia, il libro scritto dal padre: "Tutti siamo marchiati, per non dire contaminati, dall´universo psicomentale dei nostri antenati. Così molti individui fanno propria una personalità che non è la loro, ma che proviene da uno o più membri della loro cerchia affettiva. Nascere in una famiglia è, diciamo, essere posseduto."

Ma da questo "possesso" ci si può liberare. Come? Attraverso l´atto psicomagico. "La seconda giornata d´incontro", sottolinea Antonella, "è proprio dedicata all´assegnazione a ciascuno dei partecipanti di un atto psicomagico. È un momento di profonda carica emotiva. Quando mi sono avvicinata a Cristobal per ricevere il mio ho avvertito una strana sensazione, come se il mio inconscio in quel momento si stesse ribellando: non capivo nulla di ciò che Cristobal mi stava dicendo. I miei occhi, mi hanno poi riferito, andavano in un´altra direzione, erano come assenti."
Per gli Jodorowski il consiglio dato nasce spontaneamente nel loro inconscio che in quel momento è in connessione diretta con la persona che li sta consultando. "Quando prescrivo un atto, quando svolgo il mio ruolo di psicomago e cado in trance o in autoipnosi, a parlare non è il mio piccolo io", afferma in Psicomagia Alejandro. Non è naturalmente facile far in modo che sia il proprio inconscio a parlare: alla dissociazione dell´io si arriva dopo un lungo lavoro spirituale. Diventa fondamentale il distacco: non aspettarsi nulla dalla persona che si ha di fronte e al contempo non abusare del potere che si esercita su di lei.

Torniamo a Antonella: rievocando il momento in cui Cristobal le assegna l´atto psicomagico da compiere, le sembra di rivivere la scena: "In quel momento credo che Jodorowsky stesse dando dei forti segnali alla mia natura più intima. Potevo percepirlo, non razionalmente, ma a livello sensoriale visto che mi sentivo come frastornata e assente. Con l´atto psicomagico darei un ulteriore stimolo al mio inconscio, ma ancora non l´ho eseguito". Non è infatti obbligatorio né chiedere un atto durante il seminario né metterlo in pratica.
Antonella ritiene per esempio che già l´aver partecipato alle lezioni di psicomagia e l´aver preso consapevolezza in modo nuovo, grazie alla lettura dell´albero genealogico, della propria problematica sia stato un grande passo avanti. A suo parere rispetto alla psicoterapia o a altre pratiche che pure utilizzano l´approccio simbolico, la psicomagia agisce sul nostro inconscio a un livello molto più profondo.

Marica invece il suo atto l´ha messo in pratica e ce lo racconta. "Ero a un seminario tenuto dal padre di Cristobal e, fatta la lettura del mio albero genealogico ed espostagli la mia situazione, Alejandro mi ha detto di eseguire nove discese con gli sci senza fermarmi mai: nove perché nove sono i mesi della gestazione. Alla fine di ogni discesa, per premiarmi, avrei dovuto mangiare un cioccolatino e, una volta ripartorita, avrei dovuto fare l´amore con una persona che volevo. In questo modo mi sarei sentita libera di amare nuovamente, avendo simbolicamente recuperato con le nove discese il rapporto conflittuale con mia madre. Mi sarei sentita libera di amare dolcemente (da qui il cioccolatino) senza paura di essere ferita. E così è stato." Cos´è successo? "Sebbene Jodorowsky non lo sapesse a me sciare piace moltissimo, però da quando ho smesso di andare in montagna con la famiglia non ho più avuto occasioni di praticare questo sport. Il fatto di rimettere gli sci ai piedi ha assunto per me una forte valenza metaforica. Spinta dalla curiosità di mettere in pratica l´atto ho anche trovato in me la forza di dichiararmi alla persona che amavo." Ciò che secondo Marica dev´essere assolutamente chiaro è che nella psicomagia non c´è nulla di miracoloso: è una modalità terapeutica tramite la quale gli Jodorowsky riescono a far prendere consapevolezza agli individui di loro problematiche, consigliando un metodo simbolico-metaforico per superarle. "Il lavoro", afferma, "lo devi fare tu su te stesso sulla base delle considerazioni emerse. Spetta solo a te decidere se compiere o meno l´atto, dando un segnale forte al tuo inconscio."

Talvolta gli atti sono complicati da realizzare, richiedono profonde riflessioni proprio per il significato simbolico che incarnano: capita che a un ragazzo timido venga prescritto di spogliarsi nudo davanti ai partecipanti del seminario perché superato l´imbarazzo riuscirà a non vergognarsi più. Capita che a un uomo, per riprendere contatto con la sua parte femminile, venga assegnato di farsi allattare al seno da una donna che ha appena avuto un bambino o ancora che a una mulatta sia suggerito di andare per la città una volta dipinta di nero e l´altra dipinta di bianco per riscoprire la propria identità. Sono atti che possono apparire irrazionali, ma che secondo gli Jodorowsky sono efficacissimi strumenti per modificare le dinamiche ereditate da genitori, nonni e bisnonni perché secondo la psicomagia si può guarire solo rivolgendosi all´inconscio con il linguaggio che gli è proprio: quello simbolico.

Alessandra Mariotti
15/7/2003

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