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Un viaggio alla scoperta della disciplina fondata da Rudolf Steiner nel dossier: ANTROPOSOFIA, SCIENZA DELLO SPIRITO
Antroposofia, un nome che comincia a sentirsi in giro sempre più spesso. Ma chi volesse capirne qualcosa, non avrebbe certo gioco facile.
Innanzitutto perché l´approccio antroposofico trova applicazione in moltissime discipline: dalla pedagogia all´arte, dall´agricoltura alla medicina. Non vi è mai capitato, per esempio, di trovare, accanto ai classici prodotti biologici, quelli biodinamici con marchio Demeter, ottenuti adottando i principi dell´antroposofia nelle aziende agricole? O ancora, non avete mai sentito parlare di medici antroposofici? Di quei medici che curano non solo il fisico, ma che aiutano soprattutto a comprendere come anima e spirito siano coinvolti nel processo della malattia? Il punto è capire che legame ci sia tra la declinazione antroposofica di queste varie discipline. Viene infatti spontaneo chiedersi: che cosa può mai accomunare medicina e agricoltura? E agricoltura e arte? "La risposta è apparentemente semplice", ad affermarlo è Giovanni Simoncini che della Società Antroposofica Italiana è uno dei membri della presidenza, "I principi su cui si basano ´le figlie dell´antroposofia´ (medicina antroposofica, agricoltura biodinamica, pedagogia steineriana ed euritmia) sono stati elaborati all´inizio del ´900 da un unico studioso-filosofo: l´austriaco Rudolf Steiner, padre fondatore dell´antroposofia."
Steiner, è bene sia chiaro, non aveva però come primo obiettivo il rinnovamento di tutte queste discipline. L´antroposofia è innanzitutto nata come scienza dello spirito, come una nuova concezione dell´uomo e del mondo. Solo successivamente ha trovato un´applicazione in prassi di vita. Se si vuole veramente capire cosa accomuni medicina antroposofica, agricoltura biodinamica, pedagogia steineriana ed euritmia bisogna quindi avvicinarsi all´antroposofia pura per coglierne gli aspetti innovativi a livello di approccio conoscitivo generale.
"Oggi però", come ha fatto notare Simoncini, "è sempre più comune trovare persone che si affidano agli insegnamenti steineriani in campo medico, pedagogico, agricolo, artistico, senza conoscere approfonditamente il pensiero antroposofico. E questo non è un male. Un paziente che si affida alle cure di un medico antroposofico non è necessariamente tenuto a documentarsi da dove quel medico abbia tratto il suo sapere. Lo stesso dicasi per un agricoltore, che può applicare i dettami dell´agricoltura biodinamica senza aver mai letto gli scritti steineriani in materia."
Giovanni Simoncini invece si occupa di antroposofia da molti anni e a lui l´aspetto conoscitivo è ben chiaro. Ha letto gli oltre 360 volumi scritti da Rudolf Steiner, da questo studioso-filosofo il quale riteneva che il mondo spirituale fosse altrettanto percepibile quanto il mondo che si manifesta ai nostri sensi. Egli dedicò tutta la sua vita al fine di trovare nuovi metodi per lo studio dell´anima su base scientifica. Partendo dal presupposto che esista un mondo soprasensibile egli indagò gli aspetti non materiali dell´uomo con lo stesso processo di elaborazione pensante che porta alla conoscenza scientifica, senza cadere però nello spiritismo. E ciò ha significato riadattare alcuni principi al fine di poterli utilizzare in un campo non sensoriale-percettivo. Per l´antroposofia applicare il metodo scientifico allo studio dell´anima vuol dire far sì che ogni evento della propria vita possa essere seguito in modo cosciente in ogni sua tappa e possa essere ripercorso. "La fase di verifica così importante nel metodo scientifico," ha tenuto a precisare Simoncini, "non può che avvenire a livello interiore e individuale perché ciò che si sperimenta è una nuova scienza dello spirito, naturalmente non percepibile a livello fisico-materiale." Lo spiritismo al contrario pretende di avvicinarsi all´esoterico con metodi sensoriali-percettivi: il piattino che si muove indicherebbe la presenza di un´entità sovrasensibile. Ma qualche anno fa Giovanni Simoncini sentì forte il desiderio di verificare come certi ideali antroposofici non vivessero solo nella sua attività pensante individuale. "Mi diedi quindi alle ´figlie dell´antroposofia´", afferma, "al fine di rendermi conto se queste potessero andare incontro ai bisogni pratici e immediati di persone che non avevano una conoscenza approfondita dell´antroposofia pura." Simoncini, però, non essendo né un medico, né un pedagogista, né tanto meno un agricoltore non si dedicò professionalmente né alla medicina antroposofica, né all´agricoltura biodinamica né alla pedagogia steineriana. Che fece allora?
Fondò nella sua città, Bologna, il Biosphera, un centro antroposofico con ambulatori medici dove vari professionisti praticano trattamenti olistici, antroposofici, ma anche omeopatici e riflessologici. C´è anche un supermercato. "È un centro in cui", precisa, "le forme del luogo e i prodotti venduti rispettano, per quanto possibile, tutti gli insegnamenti steineriani." Costruito secondo la bio-edilizia, con elementi di architettura organica, il Biosphera racchiude nei suoi ampi spazi circolari tutte le varie branchie del sapere antroposofico: c´è la zona centrale coi prodotti biodinamici, su cui si affacciano, disposte circolarmente, la sala dei prodotti della medicina antroposofica, la sala dei giochi realizzati secondo i principi della pedagogia steineriana e non ultima una sala-libreria coi principali testi di riferimento per chi, incuriosito, volesse avvicinarsi all´antroposofia pura.
I libri non sono però l´unico modo per approfondire il sapere antroposofico. A Bologna, ma anche in altre città italiane, ci sono sedi distaccate della Società antroposofica italiana che organizzano incontri, seminari e conferenze. E a chi poi volesse integrare l´antroposofia alla sua professione medica o pedagogica non resta che seguire i corsi altamente specializzati alla Libera Università di Scienza dello Spirito presso il Goetheanum di Dornach (Svizzera) dove ha sede la Società Antroposofica Universale.
Alessandra Mariotti 3/5/2003
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